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giovedì 11 settembre 2014

Una storia da sballo

Ci sono i passerotti, che al tavolino del bar si accomodano per l’aperitivo e il pranzo. Ci sono i colombi, che provano la stessa avventura ma piacciono molto meno agli umani avventori. Ci sono i cani, fieri fedeli e bellissimi, che trovano la ciotola di acqua fresca nella sosta.
Ci sono quei cicli e quelle lezioni. Le immagini di dolcezza e di relazione. Qualcosa che la natura consegna, qualcosa che sperimentiamo con lo sguardo rapito. E poi c’è un lampo di emozione, quel brivido che senti quando improvvisamente, finalmente, intuisci quello che a lungo hai cercato di capire.
La vita la giochi in un frammento colto al volo, in un becco che punta la briciola, nella coda che parla, tra le leggi non scritte. Sfiorando con il pensiero i rami oltre la grande vetrata, là, nel meraviglioso parco che ha visto quelli prima di te e aspetta quelli dopo di te.
La vita la giochi quando smetti di smaniare e trovi il mondo. Pure se le zanzare ti ricordano che sei in quello spicchio di terra che loro abitano volentieri. Anche se il cielo non è sempre blu.
La vita la giochi nelle tue strade, che sono come tutte le strade ma conoscono i tuoi passi come tu conosci loro. Quando magari sogni d’essere altrove e loro ti fanno sentire il loro sogno.

Chissà poi quanti aironi, poco distanti, potrebbero raccontare questa storia. Una storia da sballo perché è stupefacente come tutto quello che ti regala la più grande sorpresa che tu potessi desiderare.

giovedì 28 agosto 2014

Scorciatoie da sballo

Andare dritti al punto. Sorridere al primo incontro. Porgere subito la mano. Sciogliere lingua e orecchie in ogni angolo del mondo. E, soprattutto, evitare le strade tortuose, il tragitto più lungo, l’artificio della strategia.
D’accordo, onore al merito alle tattiche di gioco e lavoro, talvolta indispensabili o almeno utili ad arrivare al traguardo. Ci stanno. C’è chi vince e chi perde e, tutto sommato, la bravura sta in tutte le mosse, di mani piedi e pensiero.
Ma nelle relazioni personali pollice verso agli schemi, alle arzigogolate elaborazioni, alle manovre. Evviva le scorciatoie da sballo. Leali, intense, immediate. Roba che avvicina mare e montagna, terra e cielo. Si sente sulla punta delle dita come marmellata da leccare, sulla pelle in festa per i brividi dell’emozione. E rilassa la mente. Oh come la distende. Neanche fosse adagiata su un lettino da spiaggia, morbidamente sedotta da un divano.
Il candore è un po’ euforia. Ecco qui.
Tutto un film di sentimenti, avventure, risate. Che a nessuno è dato evitare brutte evenienze ma a tutti è permesso non stare al largo dalle belle occasioni.

Ci vuole occhio. Si, ci vuole occhio. La scorciatoia è lì, devi individuarla e imboccarla. Spedito e a sguardo pieno.

mercoledì 30 luglio 2014

Vaffanbip

Che qualche volta è roba da sballo. Non tanto il vaffanbip, fuori eleganza e ordinanza, quanto il liberatorio distacco da qualcosa o qualcuno. Non mi riferisco alle rotture da litigio ma al sano vaffanbip a una catena mentale, a un luogo, a una routine, a un’ossessione. Alla maturazione di uno stato di serena indipendenza da qualche vecchio e odioso lacciuolo, uno di quei terribili e ingombranti limiti al cammino noti come palle al piede. L’abbandono di chi soffoca le nostre espressioni, la felice e matura emancipazione da un circolo vizioso di cose e persone.
Vaffanbip.
Di quelli da sospiro di sollievo e gioia ad alta velocità. Praticamente una medicina con effetti portentosi. Che se incroci uno specchio ti fa vedere con gli occhi che brillano, distesi e compiaciuti. Neanche fossi in vacanza da un millennio!
Vaffanbip alla noia e alla paura. Evviva. Fuori da, oltre i, proiettato verso. Che è un po’ come scaricare il fardello dalle spalle e lanciarlo a tutta forza in fondo al mare. Via, per sempre. Con tutta la leggerezza che ne deriva, nel corpo e nell’anima. Droga buona il vaffanbip al momento giusto, quando la misura è colma e il coraggio arriva alla bocca.

Vaffanbip. E il passo si fa trotterellante.

lunedì 14 luglio 2014

Roy Paci: Vale la pena

Caro Roy, già vale la pena, e scusa se rubo la tua calda e saggia esortazione, sentire te, la tua tromba e tutto quell’amore per la musica e la vita che metti in quello che fai…poi ti metti pure a emozionarci e a entusiasmarci con certe stupende riflessioni su facebook che fanno urlare un po’ di cosette.
Più o meno queste:
meno male che facebook c’è
Italians do it better
Roy Paci forever
Roba da sballo
Che se provi a shakererarle esce il senso di tutto, di noi, dei giorni, di un mondo nel quale stare a mani aperte. Per incontrarne altre, per ricevere gioia, per porgere meraviglie. O per scavare nel fango e tirar fuori perle. Produrre cose belle. Farsi i calli d’euforia.
Questo è il posto giusto, non per celebrarti – che a quello pensa il successo che meriti – ma per ringraziarti. E, mi auguro, per diffonderti, come il migliore dei possibili sorrisi contagiosi.
Roba da sballo è godimento, benessere, allegria, vitalità. Di quelli autentici, fatti di realtà, respiri, fatiche, lealtà, talenti. Di pensieri e sogni, di slanci e lotte. Di quella onestà intellettuale che fa uomini gli uomini. E di quella voglia di esserci, esserci davvero, fino in fondo e avanti tutta. Non per smania, mai. Ma perché l’esistenza è questa qui: sudore, verità, amore, merito, orizzonti.
Con un buon pizzico di saggezza mescolata all’umiltà la roba da sballo è a portata di mani aperte. Oh si cade, certo. Ma muscoli allenati ci fanno rialzare in un nanosecondo. E via, a cavallo di desideri e tenacia.

Hai ragione Roy ‘in un’epoca in cui tanti curano avidamente il proprio orticello, darsi agli altri è un vero gesto rivoluzionario’…Allora viva la rivoluzione, qui, ora e per sempre! E grazie.

sabato 28 giugno 2014

Assumo una sostanza stupefacente

Coming out. D’accordo, mi drogo. E’ una necessità. Uso terapeutico, insomma. Nessun allarme, non nuoce alla salute, anzi. Se ne possono assumere anche dosi massicce. E’ una sostanza che via fiato si sparge nell’aria distribuendo giovamento a chiunque osi respirarla.
Roba da sballo ad effetto immediato e potente. Portentosa.
Stupefacente, la leggerezza. Che si nutre, seriamente, ogni giorno con il semplice pensiero. Crea forte, fortissima dipendenza. Non posso proprio farne a meno. E più ne consumo più sento di avvicinarmi all’umile saggezza.
Non ero malata, prima. La terapia però urgeva per allontanare le stolte pesantezze di mezzo mondo e per scongiurare la contaminazione. La prevenzione, innanzi tutto!

Peraltro è gratis, produzione spaccio e uso, tutto in casa fai-da-me. Clamoroso.

venerdì 13 giugno 2014

La merda piace

La merda piace.
A qualcuno non risulterà allettante eppure non temo attendibili smentite.
Siamo nella merda. E non penso alla crisi economica o, almeno, non solo a quello. Siamo nella merda per molti motivi, a molti livelli, in molti modi. E, nonostante lamenti e imprecazioni, dimostriamo che è una condizione che ci garba. La riteniamo bella, la merda. Forse pure buona. Sicuramente affascinante.
Il richiamo della merda sembra irresistibile. Il resto può attendere, andare a quel paese, suicidarsi.
Il gradimento, incredibile ma vero, è trasversale e acchiappa tutte le generazioni viventi. Quanto meno in Italy. Ecco, abbiamo qualcosa che ci tieni uniti.
Il bravo ragazzo innamorato non è macho abbastanza, è troppo sensibile e qualche volta così serio e zelante da non farci volare le farfalle nello stomaco. La bella ragazza intelligente è noiosa, magari non veste alla moda e non si fa neanche le canne. Roba da non degnare di sguardi e pensieri.
L’onesta povertà è un sacrificio insopportabile, tunnel da sfigati, sinonimo di deficienza. La gratitudine, la lealtà, l’impegno sono fardelli per rincoglioniti e via di questo passo.
Il furbo è il vero vincente. Spregiudicato, menefreghista, arrivista.
Il ricco poi fa andare in brodo di giuggiole. Non importa perché lo è. Se anche
si è fatto i soldi contro ogni regola, sulla pelle di tutti o qualcuno, senza arte né parte, quello che conta è che faccia una vita di lusso. Noi siamo ghiotti del benessere di ferrari, gioielli, vacanze esclusive.
Non consideriamo davvero un criminale chi evade il fisco, intasca tangenti, fa i suoi porci comodi con la cosa pubblica. Se ne possiamo godere un pochino e non ci mette alla fame, ci andiamo volentieri a cena, in discoteca o al cinema. Anzi ci eccitiamo già all’idea di averlo come amico. Rifiuteremmo ovviamente l’occasione se ci arrivasse dal vicino di casa tanto educato quanto squattrinato.
A noi fanno ombra la cultura, il merito, l’integrità morale.
Abbiamo la condanna sulla bocca per tutto e tutti ma la verità è che la merda in galera non la metteremmo mai.
A noi piace, la merda. Non il maglione in pura lana, tanto per dire, ma quello con la griffe a vista. Non voglio dire che la griffe sia merda, intendiamoci, è il nostro cervello in pappa a volerlo solo perché è merda, nel senso di figo o in.
Noi desideriamo la merda. Il talent show non lo sconosciuto del quartiere con l’ugola d’oro o le mani che fanno inebriare una chitarra. Perché è nel talent che c’è tv, visibilità, fama, sogno sfrenato di emulazione, isteria collettiva. Al talento di quartiere neppure rivolgiamo un saluto.
Siamo nella merda perché è tanto, troppo difficile, comunicare il disagio, i sentimenti, le riflessioni, i problemi. Tutti vogliono solo vedere e sentire merda.
Se siamo nella merda e ci piace non vi è rimedio da trovare.
Al più sono i quattro gatti che vivono contro corrente a dover cercare un senso, una via, una ragione, una forza di sopravvivenza. Io mi attrezzo ogni giorno.
E devo dirvi che è un’ebbrezza unica stare fuori dalla merda. Insomma meglio, molto meglio, la merda delle ristrettezze, delle fatiche, dei drammi reali che la merda circolante, accidenti.
D’altra parte è impossibile liberarsi della merda, quella autentica. Ma almeno ci possiamo liberare di quelli che se la mangiano h 24 tutti i giorni.

Sintesi: a me la merda non piace.

sabato 7 giugno 2014

Droghiamoci di passione

Io il bisogno di evasione o euforia lo capisco. Eccome. Che ci sono momenti che neanche un cric pare possa risollevare il morale dalla palude in cui è sprofondato.
Perché poi la forza, l’audacia, lo slancio sembrano pronti a esaurirsi come le pile, accidenti. E in balia dei giorni neri aggrapparsi a qualcosa è l’unica via d’uscita. Specie se ci si mette di mezzo anche la noia, quella pericolosa che ti trascina via da qualsiasi senso che stia in piedi. O la fragilità, quella di un cuore troppo tenero o di una testa che lotta di brutto con i fantasmi e le pene.
E allora l’unica grazia è avere un piacere. Uno di quelli che ti mettono addosso allegria, ti tolgono il fardello dalle spalle, ti catapultano altrove. Non è un sogno. Anzi, tutta realtà. Roba da sballo, la passione. Che è desiderio incontenibile e godimento impareggiabile. Una smania buona, che invece di darti il tormento ti culla di carezze.
Assumiamo dosi massicce di passione. Roba da sballo che fa bene. E il più delle volte è un bene generoso, che si diffonde, che produce cose belle. Io questa foto di Conci Rinaudo con la macchina fotografica la prendo ad esempio, invece di farmi un selfie mentre leggo, scrivo, sto a teatro o guardo un film giusto.
D’accordo, possiamo sempre aspettare anche che la ruota giri, che arrivino chissà quali emozioni, che la serenità scenda gentilmente su di noi. Nel frattempo però ‘facciamoci’ di quello che ci aiuta a resistere o meglio quello per cui vale la pena resistere. L’energia che profondiamo, peraltro, ci stampa in faccia un sorriso enorme. E questo è sempre il principio di ogni possibile svolta. Che non si tratta di ottimismo oltranzista. Nessuna illusione. La vita è dura, talvolta durissima. Non ci sono facilonerie magiche, sia ben chiaro.
Ma nella legge della sopravvivenza o della vita l’amore con il quale facciamo click, curiamo il giardino o suoniamo la chitarra è indiscutibilmente ancora di salvezza. E poi perché privare il mondo dell’eventualità che una nostra passione sia strabiliante, eccitante, rilassante? Una bella foto, un bel libro, una bella canzone, un bel maglione fatto a mano, una bella collezione di figurine sono anche belle occasioni per altri…

Tutto qui. Sono per la droga pesante: passione avanti tutta!