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lunedì 14 luglio 2014

Roy Paci: Vale la pena

Caro Roy, già vale la pena, e scusa se rubo la tua calda e saggia esortazione, sentire te, la tua tromba e tutto quell’amore per la musica e la vita che metti in quello che fai…poi ti metti pure a emozionarci e a entusiasmarci con certe stupende riflessioni su facebook che fanno urlare un po’ di cosette.
Più o meno queste:
meno male che facebook c’è
Italians do it better
Roy Paci forever
Roba da sballo
Che se provi a shakererarle esce il senso di tutto, di noi, dei giorni, di un mondo nel quale stare a mani aperte. Per incontrarne altre, per ricevere gioia, per porgere meraviglie. O per scavare nel fango e tirar fuori perle. Produrre cose belle. Farsi i calli d’euforia.
Questo è il posto giusto, non per celebrarti – che a quello pensa il successo che meriti – ma per ringraziarti. E, mi auguro, per diffonderti, come il migliore dei possibili sorrisi contagiosi.
Roba da sballo è godimento, benessere, allegria, vitalità. Di quelli autentici, fatti di realtà, respiri, fatiche, lealtà, talenti. Di pensieri e sogni, di slanci e lotte. Di quella onestà intellettuale che fa uomini gli uomini. E di quella voglia di esserci, esserci davvero, fino in fondo e avanti tutta. Non per smania, mai. Ma perché l’esistenza è questa qui: sudore, verità, amore, merito, orizzonti.
Con un buon pizzico di saggezza mescolata all’umiltà la roba da sballo è a portata di mani aperte. Oh si cade, certo. Ma muscoli allenati ci fanno rialzare in un nanosecondo. E via, a cavallo di desideri e tenacia.

Hai ragione Roy ‘in un’epoca in cui tanti curano avidamente il proprio orticello, darsi agli altri è un vero gesto rivoluzionario’…Allora viva la rivoluzione, qui, ora e per sempre! E grazie.

lunedì 30 giugno 2014

Tutto il resto è paranoia

Quello che devo sapere sta nelle righe quotidiane. E c’è poco da scandalizzarsi se sto nel raggio della vita. L’essenziale basta, eccome. Con quello arrivo fino a dove lo spirito può spingersi. Tutto il resto non è noia, è paranoia.

Roba da sballo uscire dagli schemi dei viaggi organizzati. Roba da sballo vedere qui e ora invece di lanciare lo sguardo smanioso chissà dove. Roba da sballo il sublime senso della semplicità.

sabato 28 giugno 2014

Assumo una sostanza stupefacente

Coming out. D’accordo, mi drogo. E’ una necessità. Uso terapeutico, insomma. Nessun allarme, non nuoce alla salute, anzi. Se ne possono assumere anche dosi massicce. E’ una sostanza che via fiato si sparge nell’aria distribuendo giovamento a chiunque osi respirarla.
Roba da sballo ad effetto immediato e potente. Portentosa.
Stupefacente, la leggerezza. Che si nutre, seriamente, ogni giorno con il semplice pensiero. Crea forte, fortissima dipendenza. Non posso proprio farne a meno. E più ne consumo più sento di avvicinarmi all’umile saggezza.
Non ero malata, prima. La terapia però urgeva per allontanare le stolte pesantezze di mezzo mondo e per scongiurare la contaminazione. La prevenzione, innanzi tutto!

Peraltro è gratis, produzione spaccio e uso, tutto in casa fai-da-me. Clamoroso.

sabato 7 giugno 2014

Droghiamoci di passione

Io il bisogno di evasione o euforia lo capisco. Eccome. Che ci sono momenti che neanche un cric pare possa risollevare il morale dalla palude in cui è sprofondato.
Perché poi la forza, l’audacia, lo slancio sembrano pronti a esaurirsi come le pile, accidenti. E in balia dei giorni neri aggrapparsi a qualcosa è l’unica via d’uscita. Specie se ci si mette di mezzo anche la noia, quella pericolosa che ti trascina via da qualsiasi senso che stia in piedi. O la fragilità, quella di un cuore troppo tenero o di una testa che lotta di brutto con i fantasmi e le pene.
E allora l’unica grazia è avere un piacere. Uno di quelli che ti mettono addosso allegria, ti tolgono il fardello dalle spalle, ti catapultano altrove. Non è un sogno. Anzi, tutta realtà. Roba da sballo, la passione. Che è desiderio incontenibile e godimento impareggiabile. Una smania buona, che invece di darti il tormento ti culla di carezze.
Assumiamo dosi massicce di passione. Roba da sballo che fa bene. E il più delle volte è un bene generoso, che si diffonde, che produce cose belle. Io questa foto di Conci Rinaudo con la macchina fotografica la prendo ad esempio, invece di farmi un selfie mentre leggo, scrivo, sto a teatro o guardo un film giusto.
D’accordo, possiamo sempre aspettare anche che la ruota giri, che arrivino chissà quali emozioni, che la serenità scenda gentilmente su di noi. Nel frattempo però ‘facciamoci’ di quello che ci aiuta a resistere o meglio quello per cui vale la pena resistere. L’energia che profondiamo, peraltro, ci stampa in faccia un sorriso enorme. E questo è sempre il principio di ogni possibile svolta. Che non si tratta di ottimismo oltranzista. Nessuna illusione. La vita è dura, talvolta durissima. Non ci sono facilonerie magiche, sia ben chiaro.
Ma nella legge della sopravvivenza o della vita l’amore con il quale facciamo click, curiamo il giardino o suoniamo la chitarra è indiscutibilmente ancora di salvezza. E poi perché privare il mondo dell’eventualità che una nostra passione sia strabiliante, eccitante, rilassante? Una bella foto, un bel libro, una bella canzone, un bel maglione fatto a mano, una bella collezione di figurine sono anche belle occasioni per altri…

Tutto qui. Sono per la droga pesante: passione avanti tutta! 

mercoledì 4 giugno 2014

Che figata!

Che figata. Magari è un dono a sorpresa. Un paesaggio di quelli che sognavi. Un micio che fa moine. Un film al cinema.
La torta della tua amica provetta in cake design. O i due chili che ti ha tolto la bilancia dopo i crampi della fame e gli allenamenti.
Che figata. Piccola o grande. L’attimo che ti piace merita l’esclamazione. Quel sorriso beato che ti illumina la faccia. E magari un brivido sulla pelle da emozione pura.
Che figata. Stupirsi, eccitarsi. Senza andare in capo al mondo a fare free climbing o in pista a 300 km all’ora. Senza barcollare e senza sballarsi. Senza le paranoie del prima e dopo. Senza buttarsi via. Lucidi e entusiasti. Tutta roba buona, genuina. Distillati di allegria o di soddisfazione. Con il palato che gusta, l’occhio che apprezza, la testa che si rilassa, il cuore che esulta. E magari pure lo specchio che ti fa l’occhiolino.
Echissenefrega se è banale fare pensieri così, illudersi che si possa avere tutti il tempo per esserci senza polverina, andare ogni giorno a caccia di schegge di felicità.
Echissenefrega se sei out solo perché qualcuno ha sbagliato le categorie di in e out. Che poi a dirla tutta, appunto, out sono loro.

Che figata. Esercitare il diritto di libertà naturale. Ci sei. Davvero, davvero. Echissenefrega se non hai la baldoria o il coraggio a comando. Anzi. Che figata la tua vita di alti e bassi. Come la mia.

martedì 13 maggio 2014

Stupefacenti per sfigati

A me la storia che fortuna e sfortuna siano equamente distribuite non ha mai persuaso. Non che sia affetta dalla sindrome di Calimero ma osservando vita e esseri umani ho sempre visto i Gastone e i Paperino e non mi è parso che le due condizioni fossero, per così dire, intercambiabili o a fasi alterne.
Eppure il pensiero positivo mi suggeriva un atteggiamento più speranzoso o, almeno, scanzonato. Chissà che a forza di dipingere le parete di bianco il nero sbiadisca, insomma…In effetti, armata di scala, latta e pennello, mi sono imbattuta in sensazioni ed emozioni belle, favorevoli e di buon auspicio. Fondamentalmente si tratta di generi di conforto, beni più o meno durevoli, ad alto indice di gradevolezza, di generosa potenza consolatoria. Talvolta decisamente ‘motivanti’.

Sono incontri umani e culturali, spazi di beatitudine, flebo di adrenalina. Roba da sballo. Che si presenta in mille forme e può essere consumata in abbondanza. In amore, amicizia, arte, cultura. Più che le ali ai piedi mette sale e zucchero ad allietare il palato. Perché a noi sfigati non è proprio precluso il godimento per la bontà, il piacere, il sapere. Anzi. Abbiamo un sensore in più per intercettare quello che ci fa stare bene, basta tenerlo acceso e allenarlo alla presa rapida. Già, per la roba da sballo ci vogliono riflessi pronti.