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giovedì 11 settembre 2014

Una storia da sballo

Ci sono i passerotti, che al tavolino del bar si accomodano per l’aperitivo e il pranzo. Ci sono i colombi, che provano la stessa avventura ma piacciono molto meno agli umani avventori. Ci sono i cani, fieri fedeli e bellissimi, che trovano la ciotola di acqua fresca nella sosta.
Ci sono quei cicli e quelle lezioni. Le immagini di dolcezza e di relazione. Qualcosa che la natura consegna, qualcosa che sperimentiamo con lo sguardo rapito. E poi c’è un lampo di emozione, quel brivido che senti quando improvvisamente, finalmente, intuisci quello che a lungo hai cercato di capire.
La vita la giochi in un frammento colto al volo, in un becco che punta la briciola, nella coda che parla, tra le leggi non scritte. Sfiorando con il pensiero i rami oltre la grande vetrata, là, nel meraviglioso parco che ha visto quelli prima di te e aspetta quelli dopo di te.
La vita la giochi quando smetti di smaniare e trovi il mondo. Pure se le zanzare ti ricordano che sei in quello spicchio di terra che loro abitano volentieri. Anche se il cielo non è sempre blu.
La vita la giochi nelle tue strade, che sono come tutte le strade ma conoscono i tuoi passi come tu conosci loro. Quando magari sogni d’essere altrove e loro ti fanno sentire il loro sogno.

Chissà poi quanti aironi, poco distanti, potrebbero raccontare questa storia. Una storia da sballo perché è stupefacente come tutto quello che ti regala la più grande sorpresa che tu potessi desiderare.

sabato 28 giugno 2014

Assumo una sostanza stupefacente

Coming out. D’accordo, mi drogo. E’ una necessità. Uso terapeutico, insomma. Nessun allarme, non nuoce alla salute, anzi. Se ne possono assumere anche dosi massicce. E’ una sostanza che via fiato si sparge nell’aria distribuendo giovamento a chiunque osi respirarla.
Roba da sballo ad effetto immediato e potente. Portentosa.
Stupefacente, la leggerezza. Che si nutre, seriamente, ogni giorno con il semplice pensiero. Crea forte, fortissima dipendenza. Non posso proprio farne a meno. E più ne consumo più sento di avvicinarmi all’umile saggezza.
Non ero malata, prima. La terapia però urgeva per allontanare le stolte pesantezze di mezzo mondo e per scongiurare la contaminazione. La prevenzione, innanzi tutto!

Peraltro è gratis, produzione spaccio e uso, tutto in casa fai-da-me. Clamoroso.