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giovedì 11 settembre 2014

Una storia da sballo

Ci sono i passerotti, che al tavolino del bar si accomodano per l’aperitivo e il pranzo. Ci sono i colombi, che provano la stessa avventura ma piacciono molto meno agli umani avventori. Ci sono i cani, fieri fedeli e bellissimi, che trovano la ciotola di acqua fresca nella sosta.
Ci sono quei cicli e quelle lezioni. Le immagini di dolcezza e di relazione. Qualcosa che la natura consegna, qualcosa che sperimentiamo con lo sguardo rapito. E poi c’è un lampo di emozione, quel brivido che senti quando improvvisamente, finalmente, intuisci quello che a lungo hai cercato di capire.
La vita la giochi in un frammento colto al volo, in un becco che punta la briciola, nella coda che parla, tra le leggi non scritte. Sfiorando con il pensiero i rami oltre la grande vetrata, là, nel meraviglioso parco che ha visto quelli prima di te e aspetta quelli dopo di te.
La vita la giochi quando smetti di smaniare e trovi il mondo. Pure se le zanzare ti ricordano che sei in quello spicchio di terra che loro abitano volentieri. Anche se il cielo non è sempre blu.
La vita la giochi nelle tue strade, che sono come tutte le strade ma conoscono i tuoi passi come tu conosci loro. Quando magari sogni d’essere altrove e loro ti fanno sentire il loro sogno.

Chissà poi quanti aironi, poco distanti, potrebbero raccontare questa storia. Una storia da sballo perché è stupefacente come tutto quello che ti regala la più grande sorpresa che tu potessi desiderare.

sabato 16 agosto 2014

Il tempo di vedere e godere

Roba da sballo, la semplicità.
Aria, acqua, terra, fuoco. Ci sarà un perché. E’ tutto lì, negli elementi della natura. In quella grande bellezza. In quella forza senza pari. In quella luce meravigliosa. Nel sudore, nella passione, nella nudità.
Se abbiamo qualcosa da rincorrere quella è la lentezza. Già. Quella che ci consente il tempo di vedere e godere. Quella che ci riconsegna all’essenza di tutto. Quella che ci abbraccia di verità.
I suoni e i profumi. Le parole e le carezze. Un paio di scarpe da ginnastica e un sorriso sulla faccia. Un saluto caldo, uno sguardo intercettato in un soffio, una mano nuova da stringere. L’alba, il tramonto, il bosco, il cortile di casa, il pane con la marmellata. Che se poi hai le bolle di sapone, la corda per saltare, un pezzo di orizzonte da ammirare hai la gioia in tasca. Quella dei saggi. Che non hanno mai la pretesa o il sogno della felicità ma sanno sempre amare il momento magico.

Io la trovo, la semplicità. Nelle mie speranze docili. Nelle mie euforie poetiche. Nelle mie fragilità buffe. E la tengo stretta. Preziosa, tanto preziosa. 

mercoledì 13 agosto 2014

L'attimo inebriante

Non dobbiamo restare senza fiato! Anzi, lo sballo è averne a sufficienza per godere pienamente l’attimo. L’attimo, quello inebriante.
Che il segreto delle cose belle sta nei nostri occhi pronti a vederle, non a scattare fotografie. Certo, l’immagine che resta nei ricordi è importante ma guai a ritrovarsi a gustare un album dove abbiamo incollato magnifici ritagli mai autenticamente vissuti.

E’ come tirare un sospiro di sollievo. Ci vogliono polmoni ben carichi per buttar fuori aria a volontà!

giovedì 3 luglio 2014

Sballo da connessione

Ogni mattina prima di connetterci alla rete colleghiamoci alla vita.
Internet può aspettare, il mondo invece merita la nostra presenza subito. Possibilmente sveglia e brillante.
Testa e cuori saldi e pronti. E avanti con lo sballo. Sotto l’uragano dei sensi. Con le mani in pasta. Con le gambe in moto. Sentire, vedere, fare. Mettere insieme fatti e parole, respiri e progetti.

Il bene o il male ci acchiappano come e quando vogliono, se ne fottono dei nostri bronci e delle nostre lusinghe. Comunque resta sempre infinitamente più gagliardo esserci che trascinarsi. Ecco, basta aprire gli occhi, rimboccarsi le maniche, accendere i motori e schiudere il sorriso. 

mercoledì 2 luglio 2014

Mescolati godiamo

Il miglior viatico per una serena, splendente e perfino autorevole dignità è lo sprezzo di qualsiasi malsano istinto di superiorità.
A me facevate paura, voi saccenti, snob, razzisti e dintorni. Poi avete preso a farmi ribrezzo. Oggi sinceramente mi muovete solo compassione.
Che la vita possa illuminarvi, accidenti. Quello che mi tieni in piedi, sempre, è la consapevolezza di essere niente e nessuno ma di avere cuore e testa per accogliere, inseguire, respirare qualcosa e qualcuno.

Roba da sballo la vita pronta ad essere vissuta, fino in fondo. Per scoprire, imparare, amare, ridere. Disposti a tutto per una bella emozione, ecco, questa dovrebbe essere la didascalia sotto la foto di uomini e donne.